terapia del dolore cronico


La stimolazione periferica


La neurostimolazione è una terapia approvata e raccomandata dai medici per il controllo del dolore ed il miglioramento della qualità di vita dei pazienti affetti da dolore cronico.
La neurostimolazione può essere di tipo centrale (chiamato anche midollare) o periferica.
La neurostimolazione del sistema periferico permette un’azione mirata alla regione di dolore e l’impiego di sistemi e metodiche meno invasive rispetto ad una stimolazione centrale.
Il sistema per la stimolazione periferica è stato approvato dall’Istituto Superiore della Sanità come trattamento del dolore cronico.
Il paziente affetto da dolore cronico del sistema periferico deve sapere che esistono diverse opzioni di trattamento.
Una prima possibilità è la terapia farmacologica.
In caso di inefficacia, esistono altre opzioni tra cui la fisio- o la psicoterapia, la chirurgia, i blocchi nervosi o i dispositivi medici come i neurostimolatori e i sistemi di infusione.

L’impianto di un neurostimolatore può comportare:
- Una diminuzione del dolore pari al 50%.
- Una diminuzione o eliminazione nell’uso di farmaci.
- Un complessivo miglioramento della qualità di vita.

La neurostimolazione, ad ogni modo, non cura le cause che hanno generato il dolore.
E’ una terapia, il cui scopo è quello di mascherare il dolore, bloccando la trasmissione dei segnali dolorosi al cervello.
Per sapere se la neurostimolazione è una terapia adatta a te, contatta uno specialista del dolore.



Come funziona la neurostimolazione periferica?

La neurostimolazione intercetta i segnali dolorosi prima che questi arrivino al cervello.
A questo scopo viene impiantato un piccolo stimolatore sotto la cute, il quale genera dei segnali elettrici.
Questi segnali percorrono i nervi mascherando la sensazione di dolore e sostituendo il dolore con una gradevole sensazione, che i pazienti riportano talvolta come un leggero massaggio e talvolta come un formicolio.
(1) I segnali dolorosi arrivano al cervello attraverso il sistema nervoso.
(2) Un generatore invia degli impulsi elettrici attraverso un elettrocatetere (filo sottile).
(3) L’elettrocatetere trasferisce gli impulsi ai nervi periferici circostanti.
(4) Gli impulsi vengono percepiti come una piacevole sensazione che sostituisce quella dolorosa.

L’intensità della stimolazione può essere regolata dal paziente mediante un telecomando portatile.
Inoltre, è possibile impostare diversi livelli di stimolazione in diversi momenti della giornata.




I componenti del sistema

Il sistema di neurostimolazione periferica consiste in tre componenti.

• Neurostimolatore: è un generatore d’impulsi dotato di batteria.
Normalmente viene impiantato sottocute in una zona confortevole per il paziente (a seconda della zona da trattare).

• Elettrocatetere: è un sottile filo che trasmette la corrente dallo stimolatore ai nervi circostanti tramite la punta del catetere.


• Programmatore del paziente: è un telecomando che viene lasciato in dotazione al paziente e che gli permette di variare l’intensità della stimolazione.