PENS THERAPY

LA NUOVA GENERAZIONE DI TERAPIA CON STIMOLAZIONE ELETTRICA DEI NERVI PERIFERICI



Riduce il dolore
Aumenta l’attività del paziente
Aumenta l’indipendenza del paziente
Riduce il ricorso a procedure chirurgiche
Riduce i costi di assistenza sanitaria
Riduce i ricoveri
Migliora la qualità della vita
Riduce l’uso di farmaci

La PENS Therapy praticata con il NeuroStimulator è una stimolazione dei nervi periferici economica e mininvasiva, utilizzata nel trattamento del dolore cronico periferico. La PENS Therapy può essere utilizzata come strumento terapeutico o come strumento diagnostico per identificare i pazienti che potrebbero trarre beneficio da un dispositivo di neurostimolazione impiantato in modo permanente. Tali valutazioni preliminari consentirebbero di ridurre l’incidenza di pazienti che non riescono a trarre beneficio da una procedura lunga, costosa e potenzialmente traumatica.

La PENS Therapy offre ai pazienti la possibilità di un immediato sollievo del dolore e una cura delle sindromi da dolore cronico periferico.


Alcuni esempi:

 Nevralgia occipitale
 Nevralgia sopraorbitale
 Dolore conseguente a un intervento di ernia
 Dolore neuropatico al torace
 Dolore del moncone
 Dolore conseguente a un intervento di mastectomia

 
PENS utilizza una corrente elettrica per modulare l’attività dei nervi periferici. PENS può essere utilizzata per stimolare un singolo nervo periferico o le terminazioni nervose periferiche allo scopo di controllare il dolore. La corrente elettrica viene trasmessa attraverso un elettrodo/sonda di 21 gauge posizionato per via percutanea. Sebbene la PENS Therapy sia in grado di ridurre il dolore non è in grado di curare l’eventuale condizione che lo provoca.

 

VANTAGGI DELLA PENS


La possibilità di individuare i pazienti che potrebbero trarre o meno beneficio da dispositivi di neurostimolazione impiantati in modo permanente e la possibilità di individuare i pazienti che avrebbero un miglioramento della qualità della loro vita grazie a una terapia PENS continua, sono fondamentali per la gestione a lungo termine del dolore cronico periferico.

 

NEUROPATIA DOLOROSA


Dolore neuropatico ed elaborazione centrale alterata

Gli effetti dell’applicazione di stimoli elettrici sui recettori e su altre strutture cellulari sono stati studiati in dettaglio negli ultimi anni, producendo una valida documentazione della cosiddetta teoria del cancello e dell’espressione dei neurotrasmettitori. Dopo l’avvento della “teoria del Gate Control” per il dolore (Melzack e Wall, 1965),la stimolazione elettrica è stata praticata con diverse modalità per indurre effetti analgesici.

In presenza di dolore nocicettivo, i messaggi relativi al dolore viaggiano attraverso le fibre C (che rispondono a un’ampia varietà di stimoli dolorosi) dalla zona periferica fino al corno dorsale nelle lamine di Rexed 1 e 2 e da qui proseguono attraverso il tratto spinotalamico per terminare nella corteccia sensoriale. Di conseguenza, in tali circostanze è possibile stimolare le fibre inibitorie periferiche attraverso la stimolazione elettrica transcutanea dei nervi (TENS, Transcutaneous Electrical Nerve Stimulation) e produrre una riduzione del dolore nell’area interessata.

Nel caso di dolore neuropatico periferico, parte dei pazienti ha rilevato un aumento del dolore a seguito della terapia TENS. In questo gruppo di pazienti, manca la terminazione delle fibre C nelle lamine di Rexed 1 e 2 come conseguenza del danno al nervo periferico e in tali lamine deve essere sostituita dalle fibre A-β.

In un paziente con dolore neuropatico le fibre A-β che penetrano nelle lamine di Rexed 1 e 2 causano una risposta nocicettiva esagerata a stimoli normalmente innocui. Questi pazienti possono spesso trarre vantaggio dalla terapia PENS